Ci sono sacrifici che si fanno in silenzio, spinti solo dall’amore. Sono quei gesti che non cercano applausi, che non hanno spettatori, e che spesso nemmeno le persone a cui sono destinati riescono a vedere. Sono i sacrifici più veri: quelli che compiamo per chi amiamo, senza calcolare il prezzo, senza attendere riconoscenza.
La storia dell’umanità è attraversata da questi atti nascosti. Penso agli uomini e alle donne che, nei momenti più duri, hanno lasciato tutto ciò che conoscevano per costruire una vita migliore altrove: padri che hanno varcato oceani per un futuro più dignitoso per i figli, madri che hanno rinunciato ai propri sogni per alimentare quelli dei loro bambini, sorelle e fratelli che hanno scelto di restare nell’ombra pur di sostenere chi brillava.
Penso ai migranti di ogni tempo, che hanno abbandonato la propria casa, i propri affetti, il proprio cielo, pur di offrire ai propri cari la possibilità di una vita diversa. Nessuna medaglia per loro, nessun titolo nei libri di storia: solo il ricordo sbiadito nei cuori di chi, talvolta, non si accorge nemmeno di quanto sia stato donato.
E così avviene anche nei piccoli gesti di ogni giorno. Quando si rinuncia a un momento per sé, pur di essere presenti per qualcun altro. Quando si fa un passo indietro perché si pensa che la felicità dell’altro venga prima della propria. Quando si percorrono chilometri – reali o dell’anima – per essere vicini, per esserci, e ci si accorge che quella presenza non è accolta, vista o peggio, è fraintesa.
Fa male. Perché chi ama non cerca ringraziamenti, ma spera almeno che quel sacrificio venga capito, compreso, visto, custodito. E invece, a volte, quel dono resta invisibile. Diventa un peso agli occhi di chi non ne riconosce l’intenzione, o viene accolto con indifferenza.
Ma il cuore che ama davvero non smette di donare. Non smette di sacrificarsi, anche quando fa male, anche quando nessuno se ne accorge. Perché i sacrifici fatti con il cuore non sono scritti nei libri, ma sono incisi nell’anima di chi li compie. E, forse, un giorno, saranno ricordati proprio per ciò che erano: puri gesti d’amore, senza condizioni, senza pretese e se non verranno ricordati, poco importa perche’ chi li ha fatti, cercava ben altro che riconoscenza. Amare e’ donare a qualsiasi latitudine. Ci si puo’ rimaner male, si, ma per un secondo, forse due, poi torna solo la voglia di dare, daree e ancora dare perche’ il serbatoio dell’amore non ha dimensione, non ha fondo, non ha limiti.
Cosi. Per dire. CJJ
