Non è una cosa che ti cambierà la vita, ma è una di quelle esperienze che ti aprono una finestra su come funziona davvero una cultura.
Ieri sono andato a una messa cristiana. In passato avevo già provato anche quelle battiste. Non entrerò nel merito delle differenze teologiche o di come, secondo me, la nostra Chiesa cattolica dovrebbe adattarsi ai tempi che cambiano. Voglio invece raccontarvi un episodio.
All’ingresso, due persone (i protagonisti di questa storia) aprivano la porta e facevano entrare i fedeli uno alla volta. Subito dietro, il prete: grande sorriso, saluto caloroso. In Italia, non ricordo di aver mai visto un prete accogliere così personalmente ogni fedele.
Una delle due persone mi ha poi accompagnato a una panca. Io in realtà volevo sedermi altrove, in fondo… ma non ho avuto il coraggio di dirlo e l’ho assecondato. La messa è iniziata, io ho capito poco: il prete era messicano, parlava con una pronuncia marcata e l’acustica non aiutava. Tante persone, molte famiglie. Atmosfera bellissima. Mi mancano le candele — qui non si usano, e alla mia domanda non ho avuto una risposta chiara — e la figura centrale della Madonna, che almeno in questa chiesa non era presente.
Poi è arrivato il momento della comunione.
Le due persone dell’ingresso si sono messe davanti alla prima panca… e si sono fermate. Io guardavo intorno, perplesso: nessuno si muoveva. “Magari iniziano loro, poi avranno altri compiti da fare” o “Forse qui la comunione la fa quasi nessuno”, pensavo. In Italia, sarebbe normale.
E invece, poco dopo, ho colto il senso: quelle due persone stavano dando il via. Un cenno, un passo indietro… e tutta la fila si è alzata insieme, ordinata, verso l’altare. Poi la fila successiva, e così via, fino all’ultima panca. Nessuno in anticipo, nessuno in ritardo, nessuno che “si infila”.
Loro due? L’hanno fatta per ultimi.
Alla fine della messa, il prete è uscito tenendo alto il Vangelo, e i due protagonisti — veri amministratori, coordinatori e registi della funzione — hanno aperto le porte e salutato ogni singola persona in uscita.
Risultato? Qui, a non fare la comunione saremo stati forse l’1%.
La lezione non è solo religiosa: anche nella messa, c’è organizzazione. Non ci si alza e si va. Ci si muove secondo regole precise, senza iniziative personali.
Perché?
Perché in America l’ordine e la sequenza non sono solo un’abitudine, ma un linguaggio comune. Un modo per garantire che tutti partecipino, senza caos e senza competizione.
